Con la firma dell’atto di fusione da parte dei presidenti, mercoledì 13 settembre 2017, presso uno studio notarile di Monza, si è concluso l’iter che ha incorporato la cooperativa “La Ricostruttrice” nella “Piramide Servizi”. La decisione di concludere l’esperienza della storica cooperativa era stata assunta dal Consiglio di amministrazione con la volontà, seppur con diversa finalità sociale, di far continuare una bella storia di solidarietà iniziata fin dagli anni Quaranta. Fu don Peppino Villa (il coadiutore della parrocchia S. Eustorgio) il promotore di questa presenza e, sin dall’inizio, con attività tutte improntate a sfondo sociale. La cooperativa è andata via via perdendo la propria funzione sociale e, per non disperdere il patrimonio, per volontà dei propri soci, ha deciso di fondersi con una cooperativa, La Piramide Servizi, che da anni opera sul territorio a favore delle persone fragili.
La fusione per incorporazione ha fatto sì che il bene immobile sarà portato in dote alla Piramide Servizi, la quale intende recuperarlo per finalizzarlo, dopo idonea e completa ristrutturazione, all’uso sociale ed in particolare all’utilizzo da parte del Centro socio educativo “La Vite”. L’immobile verrà quindi destinato a nuova vita e manterrà il proprio nome di “Casa del Lavoratore” quale segno di continuità.
Nelle vicinanze, di fronte alla stazione di Arcore, nella casa della famiglia Perego concessa in comodato d’uso alla Fondazione Sergio Colombo, si svolge l’attività di “Abitare la comunità” (promossa dalla Fondazione e gestita dalla Piramide Servizi), la scuola di vita autonoma di persone con disabilità.
Lo spostamento del Centro socio educativo “La Vite” nella nuova sede favorirà e migliorerà il coordinamento fra la “casa” ed il Centro, creando una positiva sinergia e consentendo agli ospiti della scuola di recarsi, durante il giorno, al Centro e viceversa senza necessità di mezzi di trasporto.
Lo spostamento del Centro da una zona periferica ed industriale nel cuore della città rappresenta un importante passaggio per poter consolidare sempre più positivi rapporti con tutti i cittadini arcoresi che, nei confronti dell’”arcipelago di solidarietà” mostrano sempre vicinanza ed attenzione.
Nella progettazione si ipotizza di ricavare uno spazio che, affacciato sulla pubblica via e quindi ampiamente visibile a tutti, possa essere adibito a svariate funzioni ed essere un punto in cui sostare per le persone interessate a conoscere meglio la realtà del Centro socio educativo e senza escludere la possibilità di rendere accessibile lo spazio anche ad operatori di altri settori per iniziative temporanee.
L’impegno finanziario per la ristrutturazione si prospetta di certo molto oneroso ed è per questo che si ipotizza la volontà di ricercare aziende, Enti o persone disponibili a finanziare piccoli progetti quali gli arredamenti delle diverse aule di attività o con semplici contributi.